Il mito dell’Ermafrodito con due generi sessuali

18 luglio 2021

 

Gian Lorenzo Bernini, "Ermafrodito dormiente", 1620
 
L’Ermafrodito è l’unico esempio di persona dotata di due generi sessuali: maschile e femminile. Gli antichi greci e romani, ricorsero a un mito per spiegare questa caratteristica più comune negli animali ma rarissima nelle persone. Il poeta Ovidio, nell’anno 8 d. C., scriveva che Ermafrodito era figlio di Afrodite dea dell’amore e di Ermes, il messaggero degli dei. Nato e cresciuto nelle grotte di una montagna sacra, in Asia Minore, all’età di quindici anni era bellissimo e desideroso di esplorare il mondo. Quando giunse nei pressi della città greca di Alicarnasso, si fermò sulle rive di un lago pronto a fare un bagno. Fu visto dalla ninfa Salmace che tentò di sedurlo, ma non ci riuscì; presa da una folle passione, lo seguì nell’acqua, si avvinghiò a lui supplicando gli dei di fonderli in una persona sola. Il desiderio fu accolto e i loro corpi si fusero in una creatura metà maschio e metà femmina. L’argomento sull’ermafrodito ha avuto, nei secoli, una grande popolarità. E’ stato raffigurato nelle sculture greche e romane, distribuite nei vari musei del mondo. Lo stesso scultore Gian Lorenzo Bernini ne fece ben tre copie diverse e nel 1620 scolpì questo “Ermafrodito dormiente”, a grandezza naturale, che dorme su un materasso raffigurato così bene da sembrare vero. L’opera è conservata al Museo del Louvre a Parigi.