Anna Maria Onelli

Pedagogista Consulenza & Formazione

“Il principio della rana bollita” ci rende passivi, noncuranti e rinunciatari

di Anna Maria Onelli

 7 marzo 2022

rana bollita

“Il principio della rana bollita” risale a uno studio condotto nel 1882 da alcuni ricercatori americani che presero a riferimento una rana che nuota tranquillamente in un pentolone pieno d’acqua fredda. Quando sotto la pentola si accende un fornello, l’acqua si scalderà gradualmente: prima diventerà tiepida e la rana ne apprezzerà il tepore, poi diventerà leggermente più calda e, seppure la rana non la troverà molto gradevole, non si spaventerà. Solo quando l’acqua diventerà insopportabilmente calda allora la rana tenterà di saltar fuori dal pentolone ma ormai si è troppo indebolita, è troppo tardi per poter reagire così, quando la temperatura salirà ancora, la rana finirà bollita. Certamente la rana non si sarebbe mai immersa nell’acqua bollente e comunque avrebbe avuto la forza di fare un bel balzo per uscirne se non si fosse assuefatta gradualmente alla temperatura che lentamente aumentava. Il sociologo, filosofo statunitense Noam Chomsky, nato nel 1928, utilizza questo principio per spiegarci come ognuno di noi, ogni Paese, ogni Popolo non fa opposizione, non si oppone e non reagisce, di fronte a tutti i cambiamenti cui siamo sottoposti in modo tanto lento e graduale che non ce ne rendiamo assolutamente conto. I cambiamenti lenti, quasi impercettibili, prodotti dall’economia, dalla politica e dai media, ci portano ad accettare le vessazioni, il degrado, la scomparsa dei valori, la negazione della libertà, gli aumenti ingiustificati, … perfino la guerra.

Anna Maria Onelli

Pedagogista Consulenza & Formazione